TRENTA!

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 – Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.                                                                                                                                                 [Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino]

Tutto è iniziato così, come quando su una bancarella un libro cattura la tua attenzione e tu, senza troppe domande, lo compri e lo porti a casa con te; poi lo apri e alla prima pagina senti quel brivido che tutti i lettori conoscono: mi catturerà?

Il Club del libro, quando è nato nel 2012, altro non era che un gruppetto di persone tra loro sconosciute, lontane per età, provenienza, interessi, percorsi di studio o di lavoro. Altro non era se non un gruppetto di appassionati lettori che, spinti dalla curiosità, hanno accettato di vincere la timidezza e, forti di un libro tra le mani, di unirsi agli altri. Perfetti sconosciuti sono così diventati, poco per volta, un libro dopo l’altro, un “club”, una famiglia allargata.

Nel 2012 avevo diciannove anni, frequentavo l’ultimo anno del liceo e i libri non mi bastavano più o, meglio, non mi bastava più leggerli da sola, non mi accontentavo più dei miei soli pensieri e impressioni. Poi ho conosciuto una persona che mi ha fornito una via d’uscita: creare un gruppo di lettura nella mia città. E così, dopo le prime difficoltà e i primi incontri impacciati, è iniziata una meravigliosa storia.

Quattro anni e mezzo, cinquantacinque mesi, trenta incontri, trentuno libri, molte persone (c’è chi arriva e poi se e va, c’è chi arriva e poi rimane, c’è chi è con noi sin dall’inizio e chi si è appena unito al gruppo), migliaia di sorrisi, di abbracci, di risate, alcune – preziose – lacrime di commozione, litri di tè, chili di torte e salatini e fregola e chi più ne ha, più ne metta!

Siamo stati a Teheran a leggere Lolita, il grande Gatsby e la Austen. Abbiamo scandito il tempo in Italia, tra la guerra partigiana ed il Sessantotto, con Saltatempo e i suoi due orologi. In Russia abbiamo incontrato il Maestro e Margherita (e 88 volte il diavolo!). Ci siamo mille volte arrabbiati e abbiamo mille volte poi perdonato Arturo Bandini, nella lontana California. Non ci siamo fatti mancare un salto nella mitologia greca, insieme a Cassandra. Siamo tornati bambini e insieme a Nono siamo scappati con Felix a bordo di una Bugatti. Siamo volati in Mississippi negli anni ’60, quando “il vento della libertà inizia a soffiare”. Abbiamo raggiunto l’Afghanistan e poi abbiamo dovuto abbandonarlo. Callie/Cal ci ha accolti così: “Cantami, o diva, del quinto cromosoma la mutazione recessiva!” e abbiamo scoperto l’ermafroditismo. Abbiamo espiato le nostre colpe insieme a Briony. Ci siamo immersi in un mare di poesia, anche se molti di noi sono stati sommersi dalle onde. In una sola estate siamo stati in Francia ed in Italia, in compagnia di due donne profondamente diverse, ma al tempo stesso uguali. Siamo stati funamboli a New York e poi ci siamo presi il compito di rendere visibili gli “invisible monsters”. Siamo stati su una nave che dal Giappone ci avrebbe portati in un paese sconosciuto, da uomini sconosciuti, in America. Abbiamo deciso di lasciare un piccolo paese nell’Appennino per andare a vivere in Francia insieme a Gabriele. Siamo diventati “abili” detective insieme a Lucas Corso, bibliofilo come noi. Siamo arrivati persino in Brasile, in un ospedale di Rio. Modesta ci ha raccontato la sua vita e noi l’abbiamo ascoltata senza fiatare. America, nel cuore del Middle West: abbiamo seguito gli sviluppi di un caso di cronaca nera. In Sicilia abbiamo conosciuto una sirena. Ci siamo sentiti soffocare nella casa-biblioteca di Kien. Ci siamo fatti raccontare le storie ed i pensieri più segreti di Alex Portnoy. Abbiamo cercato di capire perché Teresa fosse così arrabbiata con Dio. Siamo scappati di casa insieme a Kafka e abbiamo attraversato un sogno. Oskar ci ha commossi e ci ha accompagnato attraverso New York, alla ricerca di risposte. Johanna si è aperta a noi e ci ha fatto riscoprire Vincent e Theo. A Tokyo siamo stati testimoni di delitti terribili e di vite difficili. Poi siamo tornati in Italia e in Abruzzo abbiamo conosciuto la malattia che cancella i ricordi.

Ed infine eccoci qui, a seguire un neurologo tra i suoi pazienti, ad osservare storie che non aspettavano altro che essere raccontate. E noi continuiamo a fare una delle cose che ci riesce meglio: ascoltare.

Il trentesimo incontro è un piccolo grande traguardo, ma so che ce ne saranno ancora moltissimi altri, perché adesso, dopo tutto questo tempo, so bene a cosa sono andata incontro dando vita al Club del libro: ho trovato uno dei tesori più preziosi per me. E, nella speranza che per tutti i componenti del Club sia lo stesso, vi auguro buone letture e di continuare a desiderare di condividerle.

Elisa Barisone

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