23. Lamento di Portnoy – Philip Roth

File_00115 aprile 2016

“(…) La mia coscienza desidera rendere noto, prima che ricominci con le menate, che allora la mia infanzia non era questa cosa che adesso mi sento così estranea e oggetto di risentimento.”

“Qualsiasi uomo con un minimo di sale in zucca si sarebbe alzato, rivestito, e avrebbe tagliato la corda. Nonché ringraziato tutti i santi. Ma vede, il sale in zucca è un altro nome per definire le mie paure! Il sale in zucca è né più né meno l’eredità di terrore che mi porto appresso dal mio ridicolo passato! Quel tiranno, il mio superego, dovrebbe essere impiccato, quel figlio di puttana, appeso fino alla morte per i suoi fottuti stivali da truppe d’assalto!”

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