29. Mia madre è un fiume – Donatella Di Pietrantonio

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25 marzo 2017

“Il nostro amore è andato storto, da subito. Era troppo educata al sacrificio per permettersi il piacere di stare con la sua creatura (…). Lei mi amava, ma aveva altro da fare. Lavorava, per sua figlia. Non venivo prima nei suoi pensieri e non l’ho sopportato.”

“Mi guardo intorno con gli occhi di mia madre. La casa diventa estranea, ostile. Nasconde, fa i dispetti, non è sicura. La abita una forza maligna che crea disordine e le comanda cose strane. Dove posare questa pentolina pulita che si trova tra le mani? (…) Anche il corpo è uno straniero. Non ricorda se ha mangiato, se lo deve lavare. Scopre ogni giorno con lo stesso stupore il secondo dito del piede destro che da anni si è sollevato e sovrapposto all’alluce. Indossa la maglia di lana una mattina afosa d’agosto. Non sa che sente caldo.”

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