Varie

Un viaggio lungo un anno

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30 dicembre 2017

Manca ormai un solo giorno alla fine del 2017 e quale miglior momento per fare dei bilanci?  Il 2017 è stato un anno ricco per il Club del Libro: otto incontri per otto libri (ed un totale di 2508 pagine), in sei luoghi diversi, illuminati da innumerevoli sorrisi di partecipanti “vecchi” e “nuovi”. È stato l’anno della grande festa per il trentesimo incontro (ne abbiamo parlato qui e qui) e l’anno della scoperta dei graphic novel (letti in occasione degli incontri numero 33 e 35) e, persino, l’anno con la maggior partecipazione di sempre agli incontri!

La lettura ci ha condotto, prendendoci per mano, in luoghi straordinari, attraverso l’Italia ed il mondo intero: siamo stati complici di quattro “casalinghe” che, a Tokyo, hanno danno vita ad un macabro segreto, in Abruzzo abbiamo osservato, con rispetto, la storia di un amore “andato da subito storto” tra una madre e sua figlia e l’aggravarsi di una terribile malattia, ci siamo intrufolati in ospedali e studi medici seguendo un neurologo che ha voluto raccontarci le persone e non solo le loro patologie, a Corfù abbiamo fatto amicizia con le più diverse specie animali e con una famiglia tanto stramba da sembrare un circo itinerante, la nostra estate l’abbiamo trascorsa a Napoli, cercando di stringere amicizia con Lila e Lenù, due ragazzine che a tratti ci ricordavano la nostra infanzia e a tratti, invece, trovavamo insopportabili, abbiamo poi inseguito i Fitzgerald in America ed in giro per l’Europa, tra feste, alcool, passioni e letteratura, siamo rimasti affascinati e un po’ disgustati da quello che abbiamo trovato nel Kerala, in India, dove storia e magia si sono fuse nelle vicende di una famiglia a dir poco complicata ed infine siamo volati a New York, nel tentativo di sentire il suono del mondo e magari, perché no?, impararlo anche noi a memoria.

Quante avventure vissute insieme in soli 365 giorni!

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Per il Club del Libro, ecco la top three letteraria del 2017:

  1. L’amica geniale, Elena Ferrante
  2. A pari merito, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver SacksIl dio delle piccole cose, Arundhati Roy
  3. Il suono del mondo a memoria, Giacomo Bevilacqua

Ringrazio chi si è unito a noi nella lettura, chi ha partecipato agli incontri, chi ha letto il blog. Ringrazio chi ci ha ospitato, chi ha preparato e portato da mangiare agli incontri, chi ha donato sorrisi ed il suo tempo, chi ha creduto in tutto ciò. Buoni propositi per l’anno nuovo? Semplicemente continuare a riunire appassionati lettori!

Auguri per un 2018 felice (e ricco di emozionanti letture)!

Elisa

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Brunch con Petunia Ollister

FESTA D’AUTUNNO A BINARIA

28 ottobre 2017

In occasione della Festa d’autunno organizzata presso Binaria, il centro commensale del Gruppo Abele, si è tenuta la presentazione di Colazioni d’autore. Book breakfast, con una piacevole chiacchierata con l’autrice Petunia Ollister. Colazioni d’autore è un libro illustrato, con consigli letterari e una sorta di compendio di ricette per riprodurre ricche colazioni.

Ma chi è Petunia Ollister? Innanzitutto, si tratta di un nome di fantasia, ma un nome che, possiamo dire, ormai ha preso “vita propria”. Così infatti Stefania Soma ci parla del suo alter ego, come di un individuo che cammina con le sue gambe, che ha le proprie idee (ben chiare!) e che ha fagocitato, in un certo senso, la sua vita.

Petunia Ollister è uno pseudonimo, un nome d’arte, frutto della fantasia e nato perché Stefania, quando iniziò a frequentare i social network, non si sentiva a suo agio ad utilizzare il suo vero nome. Sebbene con un’iniziale diffidenza, alla fine il mondo di Internet ha conquistato Stefania, e Petunia Ollister è diventata, in breve tempo, una vera e propria influencer. Il suo profilo Instagram attualmente vanta più di ventimila followers.  Laureata in Lettere, dopo aver lavorato per cinque anni nel settore dei beni archivistici e librari e lavorando attualmente all’interno di un gruppo editoriale, Stefania/Petunia sta dunque portando avanti un’idea che lei definisce “involontaria”, dal momento che è nato tutto quasi per gioco.

Ma che cosa racconta Petunia con le sue foto per avere così tanti seguaci?

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Petunia mostra al suo pubblico i libri che le sono piaciuti e lo fa fotografandoli dall’alto su di una tavola imbandita per la colazione e citandone una frase che l’abbia particolarmente colpita. Due, per lei, sono le “armi vincenti” di questo format: l’estetica della foto (scale cromatiche, precisa disposizione degli elementi, fantasia) e l’assenza di una recensione del libro, sostituita semplicemente, appunto, da una citazione significativa.

Quello che Petunia cerca è l’immediatezza, vuole colpire dritto al segno ed invogliare alla lettura i lettori di tutti i tipi, sia i cosiddetti lettori “forti” sia i lettori “deboli”. Questo perché il libro, secondo Petunia, è POP e non dovrebbe essere più trattato come un oggetto sacro! Per promuovere la lettura non bisogna creare soggezione nei lettori, attraverso pubblicità fredde e antiquate o apatiche recensioni. Dunque, il libro di per sé appartiene a tutti, è popolare, mentre spesso la comunicazione riguardante i libri non lo è. Petunia dunque ha deciso di inserire fisicamente l’oggetto libro, e metaforicamente l’atto del leggere, in un gesto quotidiano: la colazione. Ed è così che è nato l’hashtag #bookbreakfast.

Durante la chiacchierata, Stefania ha spiegato di aver vissuto in un paese di campagna nel Varesotto, dove il suo “antidoto contro la solitudine” (citando David Foster Wallace) sono stati proprio i libri: la lettura da sempre è stata per lei un piacere libero, personale, ed è per questo che ha deciso, sul suo profilo Instagram, di consigliare i libri usando come unica motivazione i libri stessi, senza aggiungere sue opinioni personali.

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Ma come è nato il progetto di Colazioni d’autore, edito da Slow Food Editore e pubblicato nel settembre 2017? Petunia racconta che c’è dietro un lungo lavoro: innanzitutto, di selezione dei titoli (che in origine erano ben trecento, poi ridotti a settantaquattro), ma anche di ricerca di ricette adatte ad ogni libro e di perfette disposizioni sulla tavola.

I libri che Petunia sceglie per le sue foto sono tutti libri che le sono piaciuti e, allo stesso modo, ha provato tutte le ricette delle colazioni che arricchiscono il libro (ridendo, dice, che per una intera estate si è ritrovata a fare colazione più volte al giorno!).

Alcune curiosità sul libro:

  • tutte le foto sono scattate dall’alto e con luce naturale, d’estate
  • le colazioni riproducono ricette menzionate nel libro in questione o comunque cercano di riprendere le abitudini alimentari del luogo e del tempo nei quali il romanzo è ambientato
  • i prodotti utilizzati per le ricette sono semplici e facilmente reperibili sul mercato, seguendo il credo di Slow Food: “buono, pulito e giusto”
  • quelli presenti nel libro sono tutti consigli letterari e ricette inediti, che non erano già stati pubblicati su Instagram
  • Petunia ha un “sogno”: un secondo libro, “Cocktail d’autore”!

L’incontro con l’autrice si è poi concluso con un delizioso brunch, ricco dei prodotti di Binaria Bottega, che sono frutto dei terreni confiscati alle mafie e coltivati e gestiti da diverse cooperative, unite in Libera Terra.

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Binaria “non è un centro commerciale, ma commensale; qui si costruiscono comunità, cultura e convivialità per tutelare, con il contributo di tutti, la dignità delle persone”.

ORARI DI BINARIA: lunedì-sabato 10.00/22.00 e domenica 11.00/15.00 – 18.00/22.00

Se volete conoscere Binaria, ecco alcuni degli eventi che si svolgeranno in novembre:

  • Sabato 4 novembre, ore 12.30: Un pranzo su libri, curiosità e progetti futuri di NN editore (ingresso + pizza 7€, prenotazione obbligatoria)
  • Lunedì 6 novembre, ore 18.30: Corruzione e politica. Luigi Ciotti dialoga con Piercamillo Davigo e Rocco Sciarrone
  • Martedì 7 novembre, ore 18: Venti da nord-est. Storie di alcolismo e tracce d’uscita, in collaborazione con l’Associazione Aliseo. Letture, musica e tanto altro
  • Mercoledì 8 novembre, ore 18: Carmine Iovine presenta il suo libro L’isola di Macondo. La bellezza che resiste tra le onde delle Egadi. Con l’autore Piero Ferrante e Pasquale Somma
  • Venerdì 10 novembre, ore 21: Raccontare le mafie, raccontare la lotta alle mafie. Serata con PIF, Gian Carlo Caselli e Luigi Ciotti
  • Martedì 14 novembre, ore 18: Sud Sudan. Il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità con l’autore padre Daniele Moschetti
  • Mercoledì 15 novembre, ore 18.30: Troppa medicina. Con l’autore Marco Bobbio interviene Piero Bianucci

Un grazie al Gruppo Abele e a Binaria per le mille opportunità che offrono, a Petunia Ollister per la piacevole chiacchierata e alle mie amiche del Club del Libro.

Elisa

Equinozio d’autunno

22 settembre 2017

L’autunno è ormai arrivato e quale modo migliore per salutare l’estate appena trascorsa, se non ringraziandola delle letture che ha portato con sé?

Le vacanze estive, si sa, son croce e delizia per gli studenti: e così anch’io – in equilibrio molto precario fra studio e diletto – ho letto meno di quanto avrei voluto, ma con quella soddisfazione di chi si concede una fettona di Saint Honoré dopo un mese di dieta ferrea. Anche se costretta all’immobilità fisica (legata cioè alla scrivania), ho però viaggiato con la mente sia nello spazio – con Oriana Fallaci e il suo Viaggio in America– che nel tempo – con l’Augustus di John Williams. Mille ed una Oriana mi hanno guidata alla scoperta di un’America contraddittoria, inafferrabile, eterogenea, immensa: paradiso e inferno al tempo stesso. Da New York a Los Angeles, dal Texas al Tennessee: la sua scrittura lucida accompagna il lettore camaleontica, pronta a farsi cinica, nostalgica, polemica o lirica per adattarsi con prontezza a ciò che gli occhi registrano, e il cuore studia. Lasciata l’America a Oriana, sono tornata in Italia, e alle sue radici, con John Williams: un’italiana in USA e uno statunitense in Italia. Augustus è il tentativo di ricostruire dall’interno e dall’intimità la personalità di una vita, quella di Ottaviano Augusto, dal momento dell’ascesa fino alla morte: una vita intera che nasce e si chiude come un cerchio perfetto. Il romanzo è finzione nella dichiarazione di intenti del suo stesso autore, ma ha tutta l’aura lirica e chirurgica del verosimile. È appassionante e commovente – grazie anche all’escamotage della narrazione attraverso i vari punti di vista delle figure più vicine ad Ottaviano –  ma, pur esigendo d’essere divorato in fretta, manca di genio e audacia. Williams non replica la magia di Stoner, il suo capolavoro, né raggiunge Marguerite Yourcenar, che con il suo Memorie di Adriano resta la sovrana regina di questo genere di narrativa.

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Le altre due letture della mia estate ingarbugliata (e dolorosa) sono state una dolcezza e una ferita: Ti mangio con gli occhi di Ferdinando Scianna (sì, proprio lui: il fotografo!) è uno dei riuscitissimi volumi della casa editrice Contrasto che tentano di coniugare testo e fotografia. La Sicilia – quella del cibo e della tradizione: dal mitico bar Aurora a Bagheria alla cassata, dalle arance alla preparazione dell’estratto di pomodoro, dal latte alle panelle – risalta nostalgica granitica e profumatissima tanto nelle immagini che nelle parole, che sono in Scianna Letteratura con tutti i crismi.

E, infine, lei: Annie Ernaux. Memoria di ragazza sarà probabilmente la mia lettura preferita di questo faticosissimo 2017. Guardandomi indietro, è di sicuro una di quelle che mi hanno fatto più male e più bene, che mi hanno cambiato la vita. La perdita della verginità, la vergogna, la colpa, l’impreparazione alla vita, e a tenere insieme tutto questo la scrittura, come un grimaldello: per reagire per comprendere per stare al mondo. È una lettura che non solo auguro, ma mi spingo a considerare necessaria, per qualsiasi donna, e anche per qualsiasi uomo: per sapersi comprendere – noi stessi e l’altro – e perdonare.

Ora è tempo di tirare fuori dall’armadio i primi maglioncini, riprendere i ritmi ordinari, salutare l’autunno, decidere le prossime letture e -soprattutto – riabbracciare il Club del Libro.

Stefania

 

L’estate appena trascorsa è stata per me particolarmente prolifica in materia di viaggi lungo spiagge di carta.
Ho avuto modo di avvicinarmi a testi che riposavano da tempo sul mio comodino e che non mi hanno deluso, come Le notti bianche di Dostoevskij o Mosè e il monoteismo di Freud.
Grazie a L’amica geniale di Elena Ferrante e Il nero e l’argento di Paolo Giordano ho potuto accompagnare la mia riflessione sulla tragicomica miseria umana, arricchendola con gli sguardi di altri occhi femminili: quelli di Lila e di Lenù, ad esempio, o di Anna.
Mi sono poi estraniata da questa quotidianità spiccando il volo alla ricerca dell’Aleph, con Borges e del Primo uomo, con Camus.
Ho percorso il pensiero logico di Wittgenstein, fino a giungere alla sua drastica conclusione secondo cui, forse, “di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere” e immediatamente dopo mi sono imbattuta nella figura di Maria, la fanciulla divenuta mito, magistralmente indagata dal razionalista Augias e dal teologo Vannini.
Ho ripercorso anche i punti centrali della rivoluzionaria filosofia nietzschiana grazie a Yalom e al suo Le lacrime di Nietzsche e mi sono sentita finita ed infinita, eterna e mortale, tuffandomi tra le righe de L’ordine del tempo, l’ultimo capolavoro di Carlo Rovelli.

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Alla luce di ciò e di tanta altra bellezza percorsa con la mente e con gli occhi in questi tre mesi, non saprei stilare un podio delle letture dell’estate 2017 perché tutte sono state entusiasmanti, arricchenti e pregne di stimoli a 360 gradi, portatrici al contempo di luci e dubbi di cui ciascun uomo, a mio parere, dovrebbe continuamente nutrirsi.
Innegabilmente, però, mi è rimasto nel cuore il personaggio di Amedeo Modigliani, del quale Corrado Augias, nel suo Modigliani, racconta la vita, fascinosa e tragica, con delicatezza e passione.
La narrazione parte dalle origini familiari di Modigliani e decolla nella lunga parte ambientata a Parigi dove, accanto alle vicende biografiche di Modí, si racconta di un’epoca e di una città, Parigi, in cui poteva capitare di ritrovarsi seduti in un cafè di Montparnasse o di Montmartre, fianco a fianco con Utrillo, Soutine e Picasso, Diego Rivera e Cocteau.
Augias riesce così magistralmente a far immergere il lettore in questo spazio e in questo tempo ormai perduti tanto che dispiace, giunti alla fine della lettura, dire addio all’”ultimo romantico” e risvegliarsi da un bellissimo sogno animato dalle infinite tinte e forme degli innumerevoli, straordinari artisti incontrati.
Non meno appassionanti sono le vicende ed i personaggi storici che rivivono nei 14 racconti inseriti in Momenti fatali di Stephan Zweig, autore che ho “fatalmente” scoperto di recente e dal quale sento che la mia esistenza non si separerà più.
“E’ necessario che un popolo generi milioni di uomini perchè possa nascere un genio, e sul mondo devono sempre scorrere milioni di ore amorfe prima che appaia un’ora veramente storica, un’ora stellare dell’umanità.” Esordisce così, Zweig e come “un uomo ha trovato il suo compito, un compito il suo uomo”, così questo libro ha trovato me ed io lui!
Ogni vicenda storica narrata dallo scrittore asburgico, più o meno conosciuta, si rivela una sorpresa e la maestria con la quale è dipinta, rende meravigliose le ore trascorse in sua compagnia.
Personalmente ho scoperto aspetti meno noti di grandi personaggi e appreso l’importanza di altri uomini mai prima d’ora considerati o incontrati nelle pagine di storia tradizionali.
Ognuno di questi ha avuto un peso nella storia del mondo, rendendolo così come lo conosciamo oggi, con pregi e difetti, innovazioni sensazionali ed eterni errori.
Il corso di alcuni eventi-chiave della storia è andato così grazie o a causa loro: un piccolo errore, un’esitazione o un lampo di genio, ad esempio, hanno reso immortale il conquistatore di Costantinopoli o lo sconosciuto maresciallo Grouchy, che avrebbe potuto capovolgere il peso delle sorti nella battaglia di Waterloo. Ma… “le occasioni di grandezza si offrono solo per un attimo a chi grande non è: una volta sprecate non si ripresentano più”…
Nonostante la consapevolezza dell’ineludibile fatalità, dunque, la bellezza di questo libro, oltre che nella descrizione di queste miniature, sta anche nello riuscire a far “ritornare in vita” personaggi e vicende del passato dando l’impressione di compiere un vero e proprio viaggio in quei tempi e in quei luoghi e coltivando la speranza di interagire con quegli eventi, che sembrano ancora dover accadere, affinché abbiano un esito differente.
Persistente, nel corso della lettura, diviene infatti la domanda “e se invece…?” Che scatena la fantasia del lettore nell’immaginare come sarebbe oggi il mondo in cui viviamo, se…
Sempre di Zweig è la lettura estiva che più di ogni altra mi è rimasta nel cuore.
S’intitola Gli occhi dell’eterno fratello, il meno voluminoso della mia lista ma, indubbiamente, il più denso di significato.
È la storia di Virata, un grande guerriero indiano, presentato inizialmente come il salvatore del traballante trono del re dall’attacco dei nemici e che, nell’impugnare le armi, senza averlo riconosciuto, dà la morte al suo unico fratello, che era fra gli oppositori del sovrano.
Da questo istante Virata inizierà la sua personale e non facile ricerca di Giustizia e di un vero senso da dare alla vita.
Protagonista del racconto, accanto a lui, sarà proprio la Giustizia e la difficoltà o l’impossibilità di trovare il modo di applicarla con equità.
Riusciremo mai a capire il vero significato di essa, infatti? È insita in noi o va ricercata? Viene dall’alto dei cieli o dal basso dei nostri cuori?
Sono questi i quesiti che la lettura di questo libro stimola nel lettore, oltre al desiderio che pagine come queste siano diffuse nelle scuole, tra giudici e avvocati, nel mondo intero, affinché riviva la fiducia in una società migliore perché, come insegna questo minuscolo libricino, ogni nostro stato, che sia mentale o fisico, presuppone una conseguenza nella vita degli altri.

Alessandra

Come sempre, l’estate è volata via in un battito di ciglia, ma non posso dire che non mi abbia lasciato nulla, anzi! I primi due libri che ho letto li ho scelti in base ad un criterio ben preciso: dovevano essere ambientati a Parigi, dove sarei (finalmente!) andata in agosto. E così, ho incontrato niente meno che Ernest Hemingway: terminata la lettura di Fiesta non mi sentivo del tutto sobria, trascinata nel vortice delle fiestas insieme ai protagonisti del libro. Ero disorientata, quasi arrabbiata per quel retrogusto amaro di impotenza e disillusione che mi è rimasto in bocca girando l’ultima pagina. Al tempo stesso, però, mi ha colto la consapevolezza di essere stata completamente sedotta da Hemingway.

Poi eccomi al numero 7 di Rue de Grenelle, Paris, in un elegante palazzo dell’alta borghesia, dove si svolge una delle storie più dolceamare che io abbia mai letto. Non ho parole per descrivere i sentimenti e le emozioni e le riflessioni che Muriel Barbery ha suscitato in me scrivendo questo romanzo, L’eleganza del riccio.
Sono diventata amica sincera di Renée e Paloma e mi sarà sempre caro il loro ricordo.
Ne consiglio la lettura a tutti ed in particolare a coloro che abbiano bisogno di fare pace col destino, col proprio dolore o la propria rabbia. Questo è un libro che insegna a liberarsi dei pregiudizi, a cercare negli altri la verità nascosta al centro del loro essere. Un sincero ritratto della varietà umana, tra pregi e difetti, brutture e bellezze. Tutto però comunque profondamente “umano”.

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Poi, di ritorno da Parigi, ho finalmente fatto la conoscenza di Banana Yoshimoto, con Kitchen. Forse in quel momento ero “troppo felice e spensierata” per poterlo capire ed apprezzare fino in fondo.
Credo che rimarrà nel limbo dove si trovano tutti quei libri che non mi è dispiaciuto leggere, ma che col tempo scorderò.
Scorrevole e ricco di preziose descrizioni di frammenti di vita (che però sarebbe un azzardo definire semplicemente “quotidiana”), ma troppo cupo, troppo angosciante per me. Soprattutto tenendo conto del fatto che, a mio avviso, manca totalmente di una degna conclusione.

Infine proprio in questi giorni sto ultimando la lettura de L’amica geniale di Elena Ferrante, che mi ha accompagnato per tutta l’estate. L’ho letto a piccoli sorsi, incapace di lasciarlo chiuso sul comodino e, al tempo stesso, desiderosa di leggerlo in prossimità dell’incontro del Club del Libro, che il 30 settembre avrà come protagonista proprio il romanzo della Ferrante. Se volete saperne di più, quindi, dovete solo aspettare il prossimo articolo!

Elisa

 

Finita l’estate, non ci aspetta che entrare nell’atmosfera autunnale, con tanti nuovi libri da leggere ma, soprattutto, con i nuovi incontri del Club del Libro che, da ottobre, darà inizio anche ad un nuovo filone di lettura (ma anche di questo, ne parleremo un’altra volta).

Ora aspettiamo i vostri commenti: avete già letto anche voi i libri che hanno popolato la nostra estate? E quali sono state le vostre letture estive?

 

 

 

 

 

Una valigia di libri!

L’estate è, per molti, la miglior stagione per leggere, spesso però capita di non saper scegliere i libri giusti. Allora perché quest’anno non approfittare di qualche consiglio?

Simona propone:

  • Shantaram – Gregory David Roberts: un viaggio nell’India più vera e autentica, l’India povera della quale si parla poco. Dopo averlo letto, avrete voglia di partire per l’India.
  • La luna e i falò – Cesare Pavese: un classico intramontabile. Pavese ha la capacità di conciliarmi con me stessa.
  • Anime baltiche – Ian Brokken: se amate il Nord Europa, qui viaggerete conoscendo persone straordinarie e uniche.
  • Kitchen – Banana Yoshimoto: leggero, scorrevole, non impegnativo e molto breve. Perfetto per l’estate.

Stefania consiglia:

  • L’eroe discreto – Mario Vargas Llosa: il Sudamerica, i suoi odori e colori e dolori. Personaggi pittoreschi che delinquono, fanno l’amore e cercano di mantenersi rocambolescamente onesti.
  • Le cure domestiche – Marilynne Robinson: prosa raffinatassima, una scrittrice americana elegantissima che sta ingurgitando finalmente il successo che merita. Che cos’è una famiglia?
  • Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr: storie individuali che scivolano lungo il fiume violento della seconda guerra mondiale. Ciascuna con la propria dolcezza, e con il proprio dolore. Lì si creano le crepe attraverso cui si infiltra testarda la luce.
  • Casa desolata – Charles Dickens: Dickens sembra fatto apposta per le vacanze, che siano natalizie oppure estive. In poltrona con un dolcetto appena sfornato, o sotto l’ombrellone, un bel “mattonazzo” di Dickens riempie riempie riempie di bellezza le ore.
  • Il cardellino – Donna Tartt: in cui Arte e amore materno si fondono a formare una bussola per una vita sgangherata, forse perduta, che cerca disperatamente di ritrovarsi.
  • L’amore ai tempi del colera – Gabriel García Màrquez: perché Lui mai potrebbe mancare.

Elisa suggerisce:

  • Il postino di Neruda – Antonio Skármeta: per chi ama la poesia e l’amore e le amicizie autentiche.
  • Io non ho paura – Niccolò Ammaniti: la campagna meridionale, una torrida estate e un bambino che scopre un terribile segreto. Un continuo crescendo di suspense che terrà incollato alla storia anche il lettore più svogliato!
  • La casa degli spiriti – Isabel Allende: un classico senza bisogno di presentazioni, pura magia.
  • Alta fedeltà – Nick Hornby: un libro sorprendente, nella sua complessa semplicità. Sarà come ascoltare dell’ottima musica per tutto il tempo della lettura.
  • Un giorno – David  Nicholls: un romanzo (strutturato in maniera insolita) da divorare in pochi giorni, tenero, divertente, ma anche insopportabilmente triste, triste però in un modo catartico. Quindi, armatevi di fazzoletti e iniziate a leggere!
  • Come un romanzo – Daniel Pennac: se durante l’anno avete faticato a leggere a causa dei molteplici impegni, ecco Pennac pronto a farvi riconciliare con la lettura ed il piacere di leggere. Perché essere un lettore vuol anche dire avere dei “diritti imprescrittibili”.
  • La cattedrale del mare – Ildefonso Falcones: Barcellona, XIV secolo ed una storia intrisa di passione e coraggio. Seicento e più pagine che scorrono come un fiume in piena trascinando il lettore con sé.

Pia ci dice: negli ultimi decenni, pur leggendo tanto, pochi sono stati i romanzi che hanno lasciato un vero segno; segno che per me vuol dire commozione e fascinazione, come si ritrovano nei classici di una volta. Per me la storia narrata deve essere qualcosa di mai sentito che sappia andare nelle profondità della Vita, delle sue problematiche sociali ed esistenziali.  Oltre alla trama deve accompagnarmi nella lettura anche una tecnica narrativa “visibile”, poter dire: non è un semplice narrare ma ha uno stile originale.

Fra i libri non letti con il Club vorrei consigliarne alcuni:

  • Sorella del mio cuore – Chitra Banerjee Divakaruni: perché riesce a farci entrare in un universo tutto femminile in una India un po’ lontana dai nostri cliché.
  • Il supplizio del legno di sandalo – Mo Yan: solo per chi ha stomaco di ferro e sa affrontare letture forti;  mentre dello stesso autore non sono riuscita a finire “Sorgo rosso” questo mi ha trasportato in una Cina ormai lontana in una maniera molto irruenta.
  • Stoner – John Edward Williams: perché descrive un non “successo” di vita, un antieroe moderno in un USA che invece punta sempre in alto.
  • La bellezza delle cose fragili – Taiye Selasi: perché ci fa entrare dentro la vita di una famiglia ghanese naturalizzata americana svelandoci lentamente le sue problematiche psicologiche e affettive, nonché identitarie.
  • L’eleganza del riccio – Muriel Barbery: perché descrive il mondo parigino contemporaneo da due punti di vista molto differenti: la bambina prodigio e la portinaia donna sensibile e istruita. Ormai è diventato un classico.
  • Nel blu tra il cielo e il mare – Susan Abulhawa: perché ci porta nel dramma della questione palestinese con un narrare poetico e magico. Anche questo, come la maggior parte di questi libri  che sto consigliando, va oltre i nostri pregiudizi, i nostri cliché, che etichettano uomini e loro comportamenti che vorremmo stereotipati.
  • Firmino – Sam Savage: lo dovrebbero leggere tutti i bibliofili perché un po’ il topo Firmino lo siamo anche noi che ci arricchiamo culturalmente con la nostra passione.
  • Son luce e ombra – Eliano Cau: è di un mio amico sardo; in questa Sardegna che continua nella letteratura del Novecento a sfornare tante menti brillanti e belle penne posso annoverare una mano raffinata come quella di Eliano Cau che riesce a farci vivere in un lontano Settecento, fra Sardegna e Torino, in una atmosfera fra reale e surreale, un intreccio di storie molto profonde e commoventi.
  • Polvere – Giovanni Donna d’Oldenico: per chi ama le storie fantastiche; il romanzo ci racconta in maniera surreale la presenza del Male e le sue armi per adescare gli uomini, ma anche la sua sconfitta per la presenza di una eroina; una metafora per spiegare le insidie a cui tutti siamo sottoposti anche oggi.

e senza essere dei capolavori di tecnica narrativa, ma interessanti come tematica affrontata:

  • L’ultimo lenzuolo bianco: L’inferno e il cuore dell’Afghanistan – Farhad Bitani: è una autobiografia che in parte denuncia l’attuale situazione politico religiosa in Afghanistan.
  • Non odierò – Izzeldin Abuelaish: autobiografia di un dottore palestinese che racconta la difficile situazione in Palestina oggi.

Ora, non ti resta che lasciarti ispirare e scegliere quale libro mettere in valigia! E se anche tu hai dei consigli da darci, lascia un commento qui sotto!file_000-5.jpeg

Buona estate e buone letture dal Club del Libro