il suono del mondo a memoria

35. Il suono del mondo a memoria – Giacomo Bevilacqua

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10 dicembre 2017

Uno, due, tre, quattro…

L’ultimo incontro dell’anno del Club del Libro ci ha permesso in immergerci in quella che definirei una favola moderna: la storia di un giovane uomo che, sopraffatto dal dolore di una separazione, accetta una sfida con se stesso e con il mondo che lo circonda, decidendo di non parlare con nessuno per due mesi. Sfida particolarmente difficile, considerando che ci troviamo a New York, la più caotica forse delle città. E come in ogni favola che si rispetti, il protagonista incontrerà delle difficoltà, ma anche delle “ricompense” lungo il suo percorso. Per quanto riguarda il lieto fine… beh, non vi toglierò il piacere della lettura svelandovi se si realizzerà oppure no!

Uno, due, tre, quattro…

Torniamo al nostro incontro. Il suono del mondo a memoria è stato il secondo graphic novel che abbiamo letto insieme e, dopo Superzelda (di cui vi ho parlato qui), è stato come scoprire una realtà ancora diversa e nuova: si tratta infatti di due opere differenti sotto molteplici punti di vista. Innanzitutto, Superzelda è una vera e propria biografia a fumetti, un resoconto cronologico della vita dei Fitzgerald, mentre Il suono del mondo a memoria è, come dicevo all’inizio, una favola. Agli antipodi, poi, le scelte artistiche: nel primo caso si fa uso di disegni monocromatici stilizzati, caricaturali, a volte persino approssimativi forse, mentre nell’opera di Bevilacqua spiccano la ricchezza cromatica, la precisione dei dettagli, la bellezza di ogni disegno, le tinte pastello.

Uno, due, tre, quattro…

Rimanendo sul tema del disegno, sicuramente su un aspetto eravamo tutti d’accordo durante l’incontro: le incredibili doti artistiche di Bevilacqua, le cui tavole, così realistiche e al tempo stesso impregnate della luce e dell’atmosfera tipiche dei sogni, ci hanno fatto innamorare e quasi desiderare di trasformare ognuna di esse in un quadro con cui arricchire le pareti delle nostre case. Sfogliando Il suono del mondo a memoria ci si stupisce e meraviglia della potenza dei dettagli, della perfetta scelta dei colori e delle tonalità, delle espressioni che caratterizzano i volti dei personaggi, uomini e donne, che popolano il romanzo a fumetti. Protagonista assoluta, però, rimane la città di New York, che viene rappresentata con una maestria tale da superare in potenza evocativa anche le più belle fotografie o cartoline. Abbiamo tutti desiderato recarci a New York per la prima volta o ritornarci, ci siamo tutti un po’ sentiti, per la durata della lettura, catapultati nella Grande Mela.

Uno, due, tre, quattro…

Per quanto riguarda, invece, la trama, noi lettori del CdL ci siamo un po’ divisi, esprimendo opinioni diverse. In generale, è stata apprezzata l’originalità della storia e il divertente utilizzo dei colpi di scena con cui l’autore fabbrica piccoli “inganni” e devia il lettore, per poi svelargli la verità solo verso la fine (e alcuni di noi nemmeno alla fine, in realtà, si sono accorti di essere caduti nelle trappole ed è stato un momento davvero spassoso quando poi hanno scoperto tutto durante l’incontro!). Qualcuno di noi, però, ha trovato alcuni passaggi della storia un po’ banali, come se qua e là fossero stati inseriti aforismi di impatto ed accattivanti, ma di scarsa profondità (sensazione spiacevole, soprattutto tenendo conto, appunto, di una trama che di per sé sembrava assolutamente promettente). Un’altra critica che è stata rivolta a questo graphic novel riguarda l’utilizzo di un linguaggio a tratti troppo colloquiale, che stona con l’andamento della storia.

Uno, due, tre, quattro…

Una menzione speciale alla azzeccata similitudine tra due biglie, che seguono una propria traiettoria, ma che, scontrandosi o anche solo sfiorandosi, inevitabilmente cambiano direzione, e quello che succede nella vita di tutti i giorni alle persone, che, anche senza accorgersene, incrociano il proprio destino e, inevitabilmente anche in questo caso, in qualche modo lo trasformano.

Uno, due, tre, quattro…

Non vi svelerò il significato di questi uno, due, tre, quattro…, non vi dirò perché ho tenuto il tempo mentre scrivevo e ho voluto farlo tenere anche a voi mentre leggevate: scopritelo lasciandovi trasportare dalla musica che vi avvolgerà aprendo Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua.

Uno, due, tre, quattro…

“Innalzo ponti di silenzio sopra fiumi di parole”

Al prossimo incontro!

 

 

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